“Modigliani Opera”: un viaggio multisensoriale alla Reggia di Caserta

Fondazione Amedeo Modigliani

“Modigliani Opera”: un viaggio multisensoriale alla Reggia di Caserta

Modigliani Opera. Innovazione e Arte è il nuovo viaggio multisensoriale che la Reggia di Caserta offre ai suoi visitatori, nella vita e nelle opere del celebre artista livornese. Inaugurata il 4 maggio, sarà fruibile fino al 31 ottobre 2018.

Modigliani Opera un viaggio multisensoriale alla Reggia di Caserta Dopo il grande successo della Klimt Experience, la Reggia riconferma il suo interesse per la comunicazione digitale e offre un percorso multimediale dedicato a uno degli artisti più emblematici del Novecento. La Fondazione Amedeo Modigliani, in collaborazione con ETT e Space, ha allestito nell’Area ex-Aeronautica un percorso che dalle origini e dalla tormentata vita di Amedeo Modigliani culmina nella fama postuma e nella complessa vicenda dei celebri falsi.

Comunicazione digitale, teatralità, linguaggio filmico, scomposizione fotografica e sound design, come in una danza, collaborano per rendere il ritratto autentico dell’uomo e dell’artista. Il percorso è articolato in 4 sale: nella prima un docu-film proiettato su uno schermo a 360° ripercorre la vita dell’artista, nella seconda degli ologrammi in 4k raccontano in prima persona Dedo e poi l’infelice Modì, attraverso le voci di personaggi emblematici, la terza amplia sala offre allo spettatore, grazie ai visori VR, di vedere attraverso gli occhi di Modigliani, mentre l’ultima pone l’accento sulla fama postuma, sulle aste milionarie e i tanti falsi. Su un tabellone si rincorrono i vari titoli di giornale che negli anni hanno visto le sue opere alternarsi tra esorbitanti cifre battute ad un’autenticità altalenante, tra errori clamorosi e dubbi mai svelati.

La nutrice, la madre, il maestro Guglielmo Micheli e le sue donne sono le interlocutrici privilegiate di questo racconto a più voci, dove ognuno sembra dare la sua particolare visione di quello che è stato Amedeo, prima della fama. Un racconto, che come dichiara la fondazione, mira ad abbattere il pregiudizio e lo stereotipo dell’artista maledetto e lascia a ciascuno la libertà di credere alla versione migliore. Quello che se ne desume è un quadro complesso, dove ognuno si arroga il diritto di sapere chi è Amedeo Modigliani e si fa avanti per raccontare la sua esperienza o meglio, una delle tante sfaccettature dell’artista. Gli ologrammi della seconda sala, lasciano il posto ai VR della terza, che esaudiscono il desiderio proibito di vivere in prima persona quello che fino ad ora era il racconto di altri. Amedeo Modigliani si racconta non solo attraverso quella, che si presume essere la sua esperienza, ma anche attraverso le sue frasi più celebri, parole fugaci che vogliono raccontare la sua interiorità, la sua ricerca artistica e quel bisogno estenuante d’indagare l’animo umano. Nell’ultima sala si concretizza forse il paradosso estremo della sua fortuna postuma, quel contrasto straziante tra la povertà assoluta in vita e l’assettata ricerca di opere autografe da vendere al miglior offerente. Tutto il percorso cerca di portare a questa consapevolezza, mostrando anche forzatamente, l’indigenza del livornese: dallo sventurato pignoramento subito dalla famiglia quando era ancora nel ventre della madre e le estreme condizioni in cui viveva a Parigi.

La proposta allestitiva di Modigliani Opera è sicuramente innovativa, grazie all’ausilio della tecnologia che si presta a toccare le corde dell’animo dei visitatori, sollecitando i sensi su più livelli e lasciando una libertà d’interpretazione non trascurabile. Lo spettatore si trova ad essere parte attiva di ciò che vede, è incoraggiato ad andare oltre il mito in un percorso prestabilito che però, inevitabilmente, è ingabbiato in immagini rigide. Il racconto offerto vuole abbattere lo stereotipo ma è come se ne creasse un altro nella ridondante accentuazione e riproposizione dei medesimi episodi della vita dell’artista, che sostituiscono alle più note leggende una verità che cede alla semplificazione. Mirabile è la scelta di non tradire il vissuto dell’artista in favore della ormai vincente focalizzazione sul tormentato amore con Jeanne. La donna è discretamente presente, non attira l’attenzione ed appare alla stregua di altri personaggi che ne influenzarono e ne condivisero la sorte in vita. Un’attenzione particolare è, invece, riservata ai viaggi di Dedo con la madre, tra Napoli, Capri, Pompei e Roma e al soggiorno veneziano dell’artista, tra dissolutezza e nuovi stimoli.

Per gli amanti delle mostre “vecchio stile”, sicuramente è inevitabile un piccolo colpo al cuore e il perentorio interrogativo: “Ma le opere dove sono?”. Non ci sono, non dal vivo almeno. Modigliani Opera è l’espressione, più o meno riuscita, di una nuova tendenza nel mondo espositivo che se, da una parte lascia interdetti alcuni, dall’altra appassiona milioni di visitatori che accorrono esterefatti. La differenza come in ogni mostra, anche nelle più “tradizionali”, la fa il comitato scientifico, ove presente, o comunque la curatela. Il viaggio multisensoriale che la Reggia di Caserta vuole offrire ai tantissimi visitatori che frequentano i suoi spazi, risponde ad un’operazione di marketing accurata che mira ad un pubblico preciso ma che, però, si scontra con falle consistenti, dovuta forse solo ad un problema di mancata comunicazione. Se Modigliani Opera forse non può essere l’incentivo per una visita al sempre più affollato sito, può sicuramente diventare uno spacco piacevole tra gli appartamenti e i giardini, anche solo per un pò d’ombra ad un prezzo ridotto.

© artspecialday - Martina Conte per MIfacciodiCultura

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