L’attrazione delle mostre immersive. L’esempio di “Modigliani Opera”

Fondazione Amedeo Modigliani

L’attrazione delle mostre immersive. L’esempio di “Modigliani Opera”

Intervista di Teresa Lanna a Stella Grieco, young manager alla Fondazione Amedeo Modigliani

Amedeo Modigliani - Modigliani Opera Le mostre cosiddette “immersive”, diverse da quelle canoniche in quanto basate su una sorta di evocazione di opere originali, riscuotono, col passare del tempo, sempre più successo. Una di queste è Modigliani Opera; la mostra che, dal 4 maggio scorso, è ospitata all’interno dei saloni dell’ex Aeronautica della Reggia di Caserta e che vi rimarrà fino al 31 ottobre 2018.

L’esposizione (promossa dalla Fondazione Amedeo Modigliani) è un vero e proprio viaggio multisensoriale nel passato che, grazie all’ausilio dell’alta tecnologia, permette al visitatore di approfondire dettagli sulla vita e sulle opere del grandissimo artista livornese.

Viene spontaneo, allora, saperne di più, chiedendo agli addetti ai lavori cosa colpisca maggiormente il pubblico che visita questa tipologia di esposizioni, ma anche le impressioni personali che loro stessi raccolgano, di volta in volta. Ne parlo con Stella Grieco, young manager alla Fondazione Amedeo Modigliani e curatrice di mostre di artisti emergenti sul territorio campano.

Che cosa colpisce di più il pubblico?

«Quello che colpisce di più in una mostra multimediale come Modigliani Opera, in cui l’elemento tecnologico è al servizio dell’arte per la fruizione, è l’idea di essere travolti dalla suggestione del racconto. Il visitatore è continuamente stimolato e posto al centro del processo conoscitivo. La prima esperienza pone il visitatore al centro della vita di Modigliani, in una sala cinema a 360° che travolge e stupisce. I 4K dei protagonisti della vita del pittore livornese, invece, hanno un effetto quasi commovente. Essi raccontano, infatti, ciò che Modigliani ha rappresentato per loro, attraverso un linguaggio intenso e poetico al tempo stesso. Infine, tutti sembrano divertirsi a vestire i panni dell’artista “maledetto”, attraverso i visori VR. Ma, di quest’ultima “chicca”, non vi racconto troppo; perché le modelle vanno viste, non raccontate».

Quali sono le domande poste più di frequente?

«Spesso capita che le domande a posteriori ricadono su delle curiosità dell’artista suscitate da qualche elemento visto in mostra. In verità, una mostra come Modigliani Opera non lascia nulla in sospeso. Voci narranti accompagnano il visitatore ad assaporare ogni sfumatura della vita e delle opere di Amedeo Modigliani. Infatti c’è anche un approfondimento con l’esperto Carlo Pepi».

Cosa si soffermano di più ad osservare?

«Diciamo che l’impatto del cinema a 360° è una novità che colpisce molto, perché fa sentire il visitatore all’interno della scena. Ma, ovviamente, anche la realtà virtuale ha un impatto incredibile sul visitatore: non tutti i giorni, infatti, si ha la possibilità di essere Modigliani e di conoscere le sue modelle e di dipingerle…».

Quali sono le fasce d’utenza e d’età che frequentano di più questo tipo di mostre?

«Io ho un modo personale di definire un visitatore di mostre; lo chiamo “affamato d’arte”. Mostre Multimediali come quella di Modigliani Opera, accolgono molte fasce di pubblico: dai più scettici ma appassionati d’arte – che non credono che le mostre siano anche luoghi d’intrattenimento educativo, ma che a fine percorso si ricredono – ai genitori che trovano nelle mostre multimediali un incredibile strumento di divulgazione artistica per i bambini, che consenta loro di avvicinarsi all’arte attraverso un linguaggio più dinamico. I giovani, di certo, sono la fetta più ampia di visitatori. Forse sono loro i più preparati riguardo le tecnologie presenti nelle sale, ed anche i più felici di vedere che all’interno di musei o monumenti storici ci siano nuove realtà espositive, svecchiando un po’, secondo il loro punto di vista, il concetto di museo. Infine, c’è il pubblico di appassionati di mostre multimediali, che cerca proprio un allestimento e una composizione espositiva dinamica, accattivante, ma soprattutto affascinante e suggestiva. Mentre, a tutti quelli che giudicano a priori una mostra multimediale, mi viene da replicare: non ne hanno ancora vista una».

Che impressione hai lavorandoci? Cosa colpisce di più te?

«La mostra Modigliani Opera, si basa su un concetto chiave che è quello della restituzione della vita e soprattutto del mito Modigliani. In questo caso, trovandoci nelle sale di una mostra multimediale, l’allestimento è l’opera stessa. Questa mostra è un’esperienza capace di soddisfare due dei principali obiettivi della comunicazione e fruizione culturale: education, fase educativa e di apprendimento e l’entertainment che connota invece il carattere di svago, quello che viene definito Edutainment».

© Informareonline di Teresa Lanna

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