Una mappatura delle opere di Modigliani per stanare i falsi

Fondazione Amedeo Modigliani

Una mappatura delle opere di Modigliani per stanare i falsi

L’esperta spagnola Hernandez spiega il suo studio durante la visita alla mostra multimediale del pittore alla Reggia di Caserta

Modigliani Una vera e propria mappatura del dna delle opere di Amedeo Modigliani al fine di stanare i numerosissimi falsi e contribuire a smantellarne il florido mercato. Un metodo scientifico messo a punto dalla studiosa spagnola dell’Istituto valenciano di conservazione e restauro dei beni culturali, tra i massimi esperti mondiali del pittore livornese, Greta Garcìa Hernandez che ne ha parlato durante la sua visita presso la mostra “Modigliani Opera”, in corso di svolgimento presso la Reggia di Caserta (fino al prossimo 31 ottobre), organizzata dalla Fondazione Modigliani, presieduta da Fabrizio Checchi.

Un metodo di fondamentale importanza, resasi necessaria anche in considerazione della gran quantità di false opere attribuite al pittore italiano, alcune delle quali presenti anche in importanti musei e cataloghi mondiali. «Allo stato – spiega la studiosa spagnola – sono più le opere false attribuite a Modigliani che quelle vere. Si tratta di un mercato davvero florido e in forte espansione, dal valore quasi incalcolabile: quello del falso dei dipinti e dei disegni del pittore italiano. Imitare un’opera di Modigliani è “semplice” se si si ferma alla superficie ma tutta la struttura che c’è dietro ha ovviamente il suo tocco unico. Purtroppo, spesso, questo sfugge anche agli occhi di tanti esperti». Al momento, pare che sia la Francia il paese che può vantare il più alto numero di falsi attribuiti a Modì.

Nello studio messo a punto da Garcìa, conoscenze artistiche, estetiche e analisi scientifiche sui materiali si intrecciano fino a fornire la più completa descrizione dell’opera presa in esame e a stabilirne l’autenticità o meno: fondamentale, in questo procedimento, è lo studio della tecnica di esecuzione del dipinto e l’analisi, fisico-chimica, dei materiali utilizzati, cambiati nel corso del tempo e il cui uso, di conseguenza, è impossibile da attribuire ad Amedeo Modigliani. Un metodo che si avvale dellafluorescenza visibile con radiazioni UV; dell’esame con radiazione infrarossa; di radiografie o tecniche di separazione cromatografica. I risultati degli studi condotti su ogni singola opera analizzata vengono comparati con quanto presente nel database ufficiale delle opere di Modigliani. «Tecnica di esecuzione e materiali non mentono» - conferma Garcìa Hernandez.

«Probabilmente – sostiene Fabrizio Checchi, presidente della Fondazione Modigliani – Amedeo Modigliani è l’artista più falsato, tanto da poter annoverare una produzione maggiore post mortem piuttosto che quando era in vita. Un mercato che ha iniziato a farsi largo fin dagli anni Quaranta e che non si è mai fermato, come dimostrano anche i recenti casi di falsi scoperti. Sono ovunque: nei musei, nelle esposizioni, nei cataloghi. Chi crede di avere un Modigliani, e non ce l’ha, non vuole sentirsi dire che il suo è un falso. Si tratta di una sorta di circolo vizioso da cui si rischia di non riuscire a venir fuori. A combattere il vero e proprio mondo del falso di Modigliani c’è, da anni, il professor Pepi. Ora, con il metodo di Garcìa Hernandez, forse la maggior esperta mondiale di Amedeo Modigliani, abbiamo un’arma in più».

© La Repubblica

Fondazione Amedeo Modigliani

Seguici nella nostra pagina Facebook. Premi MI PIACE e non perderai più nessuna notizia.

Facebook

Fondazione Amedeo Modigliani